Test su Animali e Cosmesi

La questione dei test su animali per quanto concerne i cosmetici (compresi shampoo, saponi, bagnoschiuma, etc.) e i detergenti in genere, è piuttosto complessa. Questi prodotti sono costituiti da numerose sostanze chimiche che vengono mescolate insieme per ottenere il prodotto finito, sostanze spesso fabbricate da ditte diverse da quelle che poi studiano, producono e commercializzano i cosmetici.

Tutte le nuove sostanze chimiche, indipendentemente dall'uso che ne verrà fatto, sono sottoposte ad alcuni test generici su animali (come l'LD50, vedi glossario) e in funzione del loro futuro uso vengono in seguito sottoposte ad ulteriori test specifici, p.e. il Draize test per i cosmetici (vedi glossario).

Glossario:

SKIN Draize Test
Si utilizzano cavie o conigli. La sostanza viene applicata in punti molto delicati (vagina, ano, mucose, nasali), oppure sulla pelle precedentemente rasata e abrasa, per poi valutare con il tempo l’evolvere dell’irritazione.

DL50 Dose letale per il 50% degli animali utilizzati
Consiste nel somministrare, con la forza a un gruppo di animali, una particolare sostanza, per esempio un rossetto, una crema idratante, ecc., sino alla morte di metà dei soggetti. Poiché la maggior parte dei prodotti cosmetici che viene commercializzata è poco o per nulla velenosa, la stragrande maggioranza dei decessi animali avviene per cause estranee alla reale tossicità dei prodotti provati, ma per cause che vanno dal deterioramento di alcuni organi vitali ad arresti cardiaci per la sofferenza. Può essere usato per la valutazione della tossicità acuta ma anche cronica

EYES Draize Test
Questo tipo di test consiste in una prova condotta sull'occhio del coniglio, organo particolarmente sensibile, perché privo di ghiandole lacrimali che aiuterebbero a eliminare almeno in parte la sostanza irritante. Vengono instillati negli occhi, ovviamente non anestetizzati, le sostanze scelte, per poi esaminare a distanza di vari giorni, i danni che provocano ai tessuti dell'occhio.

Test di cancerogenicità

Test finalizzato a stabilire se una sostanza è o meno cancerogena (per gli animali su cui si sperimenta, non per l'uomo, ovviamente). Generalmente vengono usati roditori ai quali viene fatta ingerire o inalare la sostanza per un periodo anche di diversi anni. In seguito gli animali vengono uccisi e sottoposti ad autopsia per stabilire la presenza di eventuali tumori nei loro tessuti.

Diciture e simboli: confusione per il consumatore

Le diciture "Prodotto finito non testato su animali" o simili non indicano nulla di particolarmente interessante: quello che conta sono gli ingredienti. E’ importante quindi che il prodotto non sia testato sugli animali né lo siano stati i componenti della formula .

Dal 2013, grazie al Regolamento CE n. 1223/2009, in tutta l'Unione Europea è vietato testare prodotti finiti e singoli ingredienti cosmetici sugli animali. Non solo: è vietato vendere nei nostri negozi prodotti testati in paesi extra-UE. Questa è stata una vittoria storica del movimento animalista.
Se i cosmetici sono "protetti", perché parliamo ancora di test? Il problema nasce dal Regolamento REACH, che si occupa della sicurezza di tutte le sostanze chimiche.
Molti ingredienti usati nei cosmetici sono presenti anche in detersivi, vernici o prodotti industriali. In questi casi, la legge può ancora richiedere test animali per garantire la sicurezza dei lavoratori nelle fabbriche, creando un cortocircuito normativo che le associazioni stanno combattendo duramente.


La vera rivoluzione è tecnologica. Entro la fine del 2026, l'Europa si è impegnata a presentare una tabella di marcia per eliminare gradualmente la sperimentazione animale in ogni valutazione chimica. Oggi usiamo:

  • Pelle umana ricostruita in laboratorio.
  • Organ-on-a-chip (microchip che simulano le funzioni degli organi).
  • Modelli matematici e IA per prevedere la tossicità delle molecole.



La scelta che ognuno di noi può fare al momento dell’acquisto è determinante per ottenere una presa di posizione e un cambiamento della politica dell’azienda da parte delle ditte che continuano a testare i propri prodotti sugli animali.